La Sicilia ospita il primo evento internazionale dedicato al garden design e all’architettura del paesaggio del Mediterraneo

La Sicilia, come sostiene chi la abita, non è un’isola, ma è un continente, ed è proprio da quell’idea molto più vicina alla realtà di quanto sembri che è partito il francese Michel Péna – tra i più grandi garden-designer al mondo – per il suo lavoro, Le Jardin Parfumé, un posto speciale in cui c’è la possibilità di essere a contatto con un mondo vegetale che seduce con piante e profumi. Da fuori, il visitatore potrà guardare e toccare una colonna di veli con caratteri che riprendono quelli di un poema arabo incentrato sul piacere di stare in giardino, ma è una volta dentro che sarà travolto dalla forza pulsante del mondo vegetale, tra canne di bamboo, tronchi di palme e rami di iacaranda.

Quello da lui realizzato, è solo uno dei giardini d’autore, impossibile non chiamarli così, ospitati al Radicepura Garden Festival, il primo evento internazionale dedicato al garden design e all’architettura del paesaggio del Mediterraneo. Perfetta è la sede prescelta per l’evento (che continuerà fino al 21 ottobre prossimo): il parco botanico di Radicepura a Giarre, in provincia di Catania, ai piedi dell’Etna, là dove ci sono le condizioni ideali che consentono alla vegetazione di esprimersi con maggiore vigore. Cuore del festival – realizzato con le piante più originali coltivate da Piante Faro che da più di cinquant’anni ne raccoglie ottocento specie e oltre cinquemila varietà, esportandole in tutto il mondo – è la celebrazione del giardino nella sua valenza estetico-culturale, oltre che come luogo ideale per fermare lo sguardo sulle bellezze e sull’esperienza mediterranea, tema scelto per questa prima edizione.

Ad essere coinvolti, grazie a Pablo Georgieff, direttore artistico del festival, ci sono giovani designer e grandi protagonisti del paesaggismo, dell’arte e dell’architettura capaci, insieme, di concepire armonie di forma naturali, colori e odori per i loro lavori. Oltre a Péna, c’è il landscape-designer fiorentino Stefano Passerotti con Evaporazione mediterranea, un omaggio al panta rei di Eraclito e al tema del divenire, un’installazione (realizzata in collaborazione con Chicco Margaroli) che riflette sull’attuale situazione del Mare Nostrum e sulla dispersione d’acqua, conducendo così ad un dialogo intimo con la natura e gli esseri umani, sottolineando l’importanza delle piante nell’ecosistema. Soggetto principale è la metafora di un “tronco d’albero” adagiato sull’acqua, che regalerà allo spettatore l’opportunità di sostare e riposare al suo interno, godendo del ristoro dell’ombra e della frescura dell’acqua in movimento, che ricorda le onde del mare, per ritrovare così la comunione perduta con la Natura e il dialogo intimo con l’altro.

James Basson – medaglia d’oro al Chelsea Flower Show nel 2016 e una medaglia d’argento al Singapore Garden Festival 2016 – ha invece realizzato Arethusa and Alpheus che unisce simbolicamente la Grecia e la Sicilia attraverso la storia del dio Alfeo, figlio del dio Oceano e personificazione del più grande fiume del Peloponneso, e della ninfa Aretusa.

 

La siriana Kamelia Bin Zaal, invece, ha deciso di riflettere sulla vita e su come possa mutare velocemente con Amity, un giardino ispirato ai tradizionali cortili arabi, con quello spazio aperto dove poter godere dei sensi circondati dai profumi, dal rumore dell’acqua e dalle persone che lì possono ritrovarsi insieme.

Nel vostro percorso – che inizierà con due imponenti installazioni realizzate dall’artista siciliano Alfio Bonanno (Dove riposano le lucertole, con piante di vitis vinifera, dove è tangibile un senso di memoria personale quanto l’idea di un luogo mitologico e speranza di nuova vita – e Fossili – realizzate con un intreccio di rami di carrubo ricoperti in materiale terroso) – non potrete non soffermarvi ad ammirare altri sei giardini, di dimensioni più piccole, realizzati da giovani paesaggisti selezionati tramite un bando internazionale. Da non perdere, poi, le installazioni vegetali: l’Anamorfosi – una creazione artistica-botanica realizzata da François Abélanet – il Giardino Italia – una sagoma dello stivale allestita con le piante della biodiversità italiana, il Giardino della Dieta Mediterranea e La Macchia di Donatello Chirico.

 

 

È il primo festival dei giardini organizzato in una struttura vivaistica. Questa idea permette di scoprire non solo lo “show” dei giardini, ma anche la realtà della produzione in vivaio e dà visibilità al lavoro di tutti gli attori della costruzione dei giardini, sottolineando così l’importanza della collaborazione tra il mondo del vivaismo e quello del paesaggismo.

Per maggiori informazioni e orari, visitate il sito: https://www.radicepurafestival.com/it/

Guarda la gallery fotografica.

Articolo a cura di Giuseppe Fantasia per HuffingtonPost.it
Foto di Alfio Garozzo

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